Chiesa di San Giovanni Bono e Battista

I bomabardamenti degli anni 1943-1944 distrussero la parrochiale di Recco, una delle chiese più belle e imponenti della riviera di levante. L'edificio sacro era lungo 41 metri e largo 19, a forma di croce latina, con tre navate, suddivise da 12 colonne, e tredici altari. L'altare maggiore era del 1787 ed è quello stesso che, recuperato , si trova nella moderna parrocchiale.

Sulle rovine della chiesa distrutta dalla guerra,nel centro cittadino, oggi sorge la moderna parrocchiale dedicata ai Santi San Giovanni Bono e Giovanni Battista. Venne innaugurata il 1° maggio 1951, essendo arcivescovo di Genova S.E. Giuseppe Siri e arciprete mons.Giovanni Ferrari. L'aspetto moderno, su progetto degli architetti Attilia e Umberto Traviglio. Il campanile squadrato misura 55 metri d'altezza. E' preceduta da un pronao a pilastri sovrastato da un gran mosaico di Giuseppe Santagata, che raffigura la ricostruzione di Recco affiancata dalle immagini dei santi patroni cui il tempio è dedicato. Il portico prosegue a delimitare un chiostro, in cui è conservata una bella vasca con un capitello, sormontato da un'immagine della Vergine opera settecentesca.

L'interno è a pianta longitudinale e a tre navate delimitate da cinque pilastri di travertino per parte. Sui lati d'ogni navata si aprono tre cappelle decorate da lampade d'argento, con illuminazione dall'alto. Sul soffitto della navata centrale ha trovato posto un mosaico del Santagata che raffigura la gloria della Trinità e della Madonna. L'arco trionfale che termiona la navata è decorato da un altro mosaico del medesimo artista e raffigura l'Annunciazione. Il mosaico che si sviluppa lungo il tamburo della cupola illustra otto episodi della vita del Battista mentre quello della cupola l'Apocalisse e il trionfo di Cristo, vero capolavoro del Santagata.

La prima cappella a destra è dedicata al Sacro Cuore di Gesù, con un altare del XVII secolo in marmi policromi e colonne tortili ai lati, sormontate da capitelli corinzi. La seconda cappella è dedicata a San Giovanni Bono, concittadino e patrono. L'altare è composto da più parti recuperate dalla precedente chiesa ed è sormontato da una tela che raffigura il Santo patrono in trionfo su una Recco ottocentesca dove si possono vedere ancora i cantieri attivi sulla spiaggia. In occasione della festa dedicata a San Giovanni Bono, il 10 gennaio, viene esposto sull'altare il " braccio di San Giovanni Bono", in cui si conservano alcune reliquie del, patrono cittadino. Il culto di San Giovanni Bono a Recco si fa risalire al Milleduecento, mentre il "braccio" dovrebbe essere opera cinquecentesca.

In capo alla navata c'è una gran tela d'Andrea Ansaldo (1615) raffigurante la decollazione del Battista. L'altare maggiore è opera deliziosa dell'arte ligure. E' collocato su un'ampia superfice rialzata e delimitata da tre balaustre. Due grandi angeli cariatidi sono posti ai lati e teste angeliche ornano i diversi piani dell'edificio marmoreo. Interessante il tabernacolo e la nicchia superiore. L'altare è sormontato da un Crocifisso di buona fattura. Spostandosi nel transetto sinistro, in capo alla navata, sopra la porta della cappella invernale, c'è una magnifica tela di Valerio Castello (1655) dove si vede San Marco Evangelista in cattedra con ai piedi Santa Cecilia e San Lorenzo. Nella navata sinistra si trova la cappella dedicata al culto dei defunti, in modo particolare ai caduti dell'ultima guerra. L'altare è opera settecentesca ed è affiancato da due colonne terminanti con capitelli corinzi e sormontate da due angeli aerei. L'immagine del Crocifisso, databile attorno al 1730, è attribuita alla scuola del Maragliano.

La cappella successiva è dedicata al Santo Bambino di Praga. La piccola statua posta sull'altare è opera moderna e sormonta un piedistallo su cui è impresso lo stemma di Recco. A lato del Bambino due tele (sempre del Santagata ) raffiguranti S.Anna che accompagna la Madonna Banbina e Santa Rita da Cascia.

L'ultima cappella è dedicata alla Madonna della Guardia, protettrice di Genova. L'altare, in marmi policromi, è racchiuso da colonne con capitelli corinzi, con al centro un bel tabernacolo. Al centro e sopra l'altare si vede una statua della Madonna della Guardia incoronata. L'altare appartiene al tardo Seicento o dei primi del Settecento. Tutti gli altari e la maggior parte delle pitture e le decoranzioni marmoree sono state salvate dalla preesistente chiesa andata completamente distrutta dai bombardamenti.

Sulla controfacciata che sovrasta le porte d'ingresso si possono ammirare una gran tela del pittore recchese Matteo Picasso intitolata " La predica del Battista", una tela di Gioacchino Assereto situata al centro che raffigura i Santi Giovanni Battista con San Bernardo,Santa Caterina, Santa Lucia e San Giorgio, di gusto barocco mentre una terza tela di Giovanni Andrea De Ferrari illustra Sant'Erasmo, patrono dei marinai, con altri santi. In un piccolo vano laterale si può ammirare il marmoreo fonte battesimale databile della seconda metà del XVII secolo.

Molto belle le stazioni della Via Crucis realizzate in bronzo dallo scultore Guido Galletti e le due tavole bronzee, sempre dello stesso artista, sui due pulpiti che narrano episodi della vita dei due Giovanni cui la chiesa è dedicata.

Testo tratto dalla guida " Golfo Paradiso"