Comune di Ponte di Legno la Storia

La storia di Ponte di Legno

L'abitato di costituisce l'ultimo e più elevato Comune della Valcamonica, una grande valle alpina che si apre sulla Pianura Padana, alle spalle di Brescia. Tutta la valle è percorsa dal fiume Oglio. Agli albori della civiltà sarebbe stata popolata da popolazioni di origine illirio-epirota e successivamente da genti reto-liguri e retro-ladine. Si trattava di popoli poco evoluti, che non conoscevano i metalli ed usavano armi di pietra ed ossa, vivevano in grotte e si vestivano con le pelli degli animali. In Valcamonica si spinsero anche genti etrusche. I Romani si affacciarono nella valle due secoli prima di Cristo. La pace romana fu portata da Augusto negli anni 6-7 avanti Cristo. Le grandi invasioni barbariche che travolsero l'impero romano passarono anche lungo la Valcamonica, quindì attraverso Ponte di Legno. Dopo l'anno 565 l'intera vallata divenne territorio longobardo ed i Longobardi diedero vita ad alcuni nuovi centri abitati. Attorno all'anno 590 i vicini passi alpini vennero fortificati. Contemporaneamente si registrò l'espansione del cristianesimo. La prima chiesa di Ponte di Legno sorse attorno al 750 e venne dedicata successivamente a Santa Maria Assunta. Tutta la valle divenne territorio affidato ai monaci benedettini di San Martino di Tours. Con l'arrivo dei Franchi la Valtellina venne a far parte dei domini della contea di Brescia e per alcuni anni secoli visse da lontano i grandi sommovimenti delle guerre fra Papato e Impero e fra le nobili famiglie lombarde godendo dei benifici di una quasi indipendenza. Nel 1332 passò sotto il dominio dei Visconti di Milano che sul finire di quel secolo lo delegarono alla Famiglia Federici. I Visconti vennero sconfitti dai Veneziani cui cedettero, alla fine del 1426, l'intera terra di Brescia e due anni dopo anche la Valcamonica che venne affidata al governo del nobile capitano Giacomo Barbarigo.Vi furono alcuni tentativi di recuperare la libertà, ma i Veneziani riportarono in breve tempo l'ordine in quel loro nuovo dominio. Nel 1443 il Senato Veneto approvò gli Statuti della valle. Il potere veneziano era rappresentato da tre ufficiali veneti: il Vicario cui era affidato il potere giudiziario, il Podestà che aveva il potere politico ed il Capitano che gestiva il potere esecutivo, mentre i Comuni erano rappresentati dal Sindaco della valle, che aveva la rappresentanza generale delle genti che abitavano la Valcamonica e durava in carica un solo anno, dal Consiglio generale con 18 persone nominate dai veneziani, integrato da due rappresentanti per ogni Comune e dal consiglio di Credenza composto da 18 nobili locali eletti dalle Pievi. Il potere veneziano era rappresentato da un Console in ogni Comune. Durante il dominio venne attraversata più volte da eserciti invasori, che si sfamavano derubando le povere popolazioni locali, rendendo nedessaria la costruzione di numerose fortificazioni nei pressi dei valichi alpini.Varie calamità naturali si abbatterono sulla Valcamonica, né mancarono le pestilenze, segnalate dai vari Podestà e Capitani nei loro rapporti. Tutti avvenimenti che rendevano quasi impossibile sfamarsi con la povera agricoltura di montagna condannando le popolazioni alla fame. Un'attività della zona dalignese era lo sfruttamento di 17 miniere di ferro. Alla metà del secolo la popolazione locale sfiorava le 1000 anime. Anche la Valtellina subì le vicissitudini legate all'epopea napoleonica ed alla caduta della Repubblica di Venezia. Nel 1797 venne a far parte del Dipartimento del Serio, sotto Bergamo,per passare, solamente nel 1859, sotto Brescia al momento in cui tutta la Lombardia passò sotto il Regno di Piemonte e Sardegna, all'indomani della seconda Guerra d'Indipendenza. Per tutto il periodo che va da quell'anno, fino al 1918, Ponte di Legno divenne località di frontiera, in quanto al di là del Tonale , il Trentino rimase austriaco fino alla fine della prima Guerra Mondiale. Nel corso di cinquant'anni prima il Piemonte poi il Regno d'Italia, costruirono strade, ponti,caserme e fortificazioni che si rivelarono particolarmente utili quando l'Italia dichiarò guerra all'Impero d'Austria nel 1915. Nel 1880 venne realizzata la strada che unisce Ponte di Legno al Tonale. Nel 1909 il treno giunse fino ad Edolo. Nei primi anni del '900 venne installata l'illuminazione elettrica. Attorno al 1910 iniziò la pratica degli sport della neve durante i mesi invernali e la prima settimana degli sport invernali si tenne nel febbraio del 1914 con il patrocinio del Touring Club e del Club Alpino,iniziava nel contempo la costruzione di alberghi destinati ad accogliere i villeggianti per le stagioni estive ed invernale. Lo scoppio della prima Guerra Mondiale vide il territorio di Ponte di Legno in prima linea. La popolazione civile venne quasi tutta sfollata e la zona diede ospitalità a numerosi reparti militari che difendevano la frontiera che correva sulle cime del Tonale e dell' Adamello, fra i i 2 ed i 3500 metri , in mezzo a grandi nevai ed a ghiacciai perenni. Il 27

settembre 1917 gli austriaci scaricarono una valanga di proiettili incendiari sulle case di Ponte di Legno, sparando, contemporaneamente, da tre posizioni fortificate. Purtroppo mancava qualunque attrezzatura in grado di combattere le fiamme, per cui, nel giro di alcune ore, l'intero paese venne bruciato. Alla fine del conflitto il Comune di Ponte di Legno ebbe a contare fra i propri figli 42 soldati caduti, cui si devono aggiungere i dispersi, mai più tornati a casa, gli invalidi ed i feriti. Nel 1922 Ponte di Legno celebrò la propria ricostruzione mentre sul Tonale nel 1924 venne inaugurato, alla presenza di Re Vittorio Emanuele III, il monumento ossario che raccoglieva le salme di 4.000 soldati che venne ampliato dieci anni dopo. Nel 1932 aveva iniziato a funzionare una sezione dell'istituto scolastico mare- monti che aveva la propria sede a Ruta di Camogli. La scuola venne acquistata nel secondo dopo guerra dalla Società Montecatini e trasformata in colonia per i figli dei dipendenti. Nel 1936 sul passo del Tonale nasce la prima scuola di sci. Dopo la seconda guerra mondiale , venne restaurata la chiesa parrocchiale, furono costruite nuove case, alberghi, impianti sportivi. Nel 1974 venne inaugurato il nuovo edificio comunale, seguito da una serie di nuove e moderne attrezzature sportive , quasi a completare l'aspetto di una cittadina che aveva assunto un volto nuovo, moderno,che in pochi anni si era trasformata in una delle più note ed apprezzate località alpine, meta di vacanze estive e di soggiorni invernali, con vaste aree attrezzate per gli sport della neve.

Il comune di Ponte di Legno è posto a 1.258 metri di altitudine ed ha una superficie di 9.763 ettari, di cui solo il 9% è di fondo valle. Il Passo del Tonale è posto a 1884 metri, il punto più elevato del territorio comunale è il Corno dei Tre Signori a 3.359 metri. La popolazione residente si aggira sulle 2000 persone suddivise fra il centro urbano e le frazioni di Poia, Zoanno, Prescaglio e Pezzo che hanno tutte qualche elemento di interesse turistico, legato alla sopravvivenza di elementi dell'agricoltura di montagna .